Il mio primo viaggio in Marocco risale all’ottobre del 2016, quando ho visitato le città principali del paese, Casablanca, Meknés, Fez, Marrakech con Avventure nel Mondo. Luigi invece non era mai stato in questo paese, ma aveva sempre sognato di vedere i mercati di Marrakech e visitare il deserto del Sahara. Così ci siamo chiesti, quali città visitare questa volta? Per venire incontro alle esigenze di entrambi abbiamo quindi organizzato un viaggio che prevedesse una sosta a Marrakech, il soggiorno nel deserto e l’esplorazione della parte costiera.

ll Marocco è stato uno dei miei primi viaggi all’avventura e ho avuto modo di parlarne in questo articolo con Rolling Pandas.

Quali città visitare e come organizzare un viaggio in Marocco.

Il nostro viaggio in Marocco è durato complessivamente 11 giorni, ed ha toccato principalmente Marrakech e la costa ovest, con una parentesi di 3 giorni nel deserto.
Per ottimizzare il costo dei trasporti abbiamo volato con la compagnia low cost Tui Fly, che organizza voli diretti Torino – Marrakech.

Sei pronto a partire con noi? Ecco il day-by-day the nostro viaggio in Marocco.

Cosa fare quando si arriva in aeroporto in Marocco

Siamo partiti dopo pranzo da Reggio Emilia, diretti verso l’aeroporto di Torino Caselle. Il nostro aereo è decollato verso le 18:30 e in poco più di tre ore siamo arrivati a Marrakech-Menara. Ti consigliamo di cambiare i soldi direttamente in aeroporto agli sportelli dedicati, ma non temere, è possibile cambiarli o ritirare contante anche in una delle numerose “ATM machine” presenti in città. Dopo aver ritirato bagagli e cambiato del contante abbiamo preso un taxi, il cui costo può variare dai 10 ai 20€, per arrivare alla nostra sistemazione, il riad Lila.

Se vuoi prenotare il tuo taxi comodamente dall’Italia, ti consiglio di guardare questa compagnia.

La sicurezza in Marocco: la nostra esperienza

Il Riad in questione si trova all’interno del souk, pertanto il tassista ci ha dovuto lasciare all’inizio di Piazza Jemaael-Fna, da cui abbiamo dovuto procedere a piedi. La piazza è uno dei luoghi della città dove sussiste il rischio di essere derubati, pertanto è necessario prestare attenzione a bagagli e borse per evitare di essere scippati. Se infine, come è successo a noi, non riuscissi a trovare il tuo Riad, puoi chiedere a qualche passante locale al costo di circa 1€/2. Per la criminalità puoi stare tranquillo, all’interno del souk di Marrakech (secondo la nostra esperienza) è praticamente inesistente.

Arrivati al nostro Riad, stanchi per il lungo viaggio, siamo andati subito a letto, ma non prima di concederci un bel bicchiere di tè alla menta marocchino di benvenuto.

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Grafica Pinterest Marocco

Dove comprare la sim marocchina e come prenotare le escursioni in Marocco

Abbiamo passato il primo giorno alla scoperta di Marrakech, visitando il souk e i principali monumenti della città. Per prima cosa abbiamo attivato le schede SIM che ci erano state consegnate all’aeroporto. Questa operazione può essere comodamente fatta in una qualsiasi edicola o bancarella di elettronica del mercato e la copertura degli operatori locali è ottima sia per quanto riguarda internet che la rete telefonica.

Sempre all’interno del souk puoi prenotare varie visite guidate in una delle innumerevoli agenzie turistiche che troverai. Ti consigliamo vivamente di comprare i pacchetti direttamente qui e non su internet, in quanto troverai offerte a prezzi più vantaggiosi e potrai accordarti direttamente con gli operatori (amano trattare).

Cosa vedere a Marrakech in un giorno

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Il souk di Marrakech

Ma torniamo al nostro itinerario. Ecco la lista dei principali luoghi visitati:

Vuoi essere un vero Weekendiero? Allora visita la città di Marrakech con una persona esperta che parla l’italiano. Scoprirai la vera medina e i suoi migliori punti d’interesse.

  • Piazza Jemaa el-Fna, piazza principale della città ricca di bancarelle e artisti di strada.
  • Palazzo Bahia, capolavoro dell’architettura marocchina realizzato fra il XIX e il XX secolo. Particolarmente scenografico e suggestivo il piazzale interno con le suo fontane, nonché i vari giardini botanici che separano le varie zone del palazzo.
  • Mellah, il quartiere ebraico. Qui si trova uno dei più importanti mercati delle spezie della città; sono inoltre presenti numerosi ristoranti in cui potrai gustare i piatti tipici locali.
  • Moschea Koutoubia, il principale luogo di culto della città. Sul retro dell’edificio è possibile ammirare i resti dell’antica moschea.
  • Mouassine, quartiere a nord del souk. Qui potrai trovare numerose terrazze da cui è possibile scattare bellissime foto dello “skyline” di Marrakech.
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Io con davanti la La Moschea Koutoubia

Oltre a questi must da visitare ti consigliamo di esplorare i cunicoli e le viuzze del souk, il vero cuore pulsante della città. Per quanto riguarda i pasti, oltre i numerosi banchetti che si trovano al mercato, ti consigliamo il ristorante Cafè Glacier. Il locale è gestito da un simpaticissimo e disponibile proprietario italiano, dispone di una meravigliosa terrazza panoramica su Jemaa el-Fna.

Visitare il Monte Atlante in Marocco

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Il Monte Atlante in Marocco

Dopo una bella colazione a base di frittelle marocchine, marmellata di fragola e spremuta d’arancia, ci siamo diretti verso piazza Jemaa el-Fna, dove ci stava aspettando la guida turistica che ci avrebbe condotto verso il monte Atlante, la vetta più alta dell’Africa settentrionale. La visita guidata (che abbiamo prenotato il giorno prima in una delle agenzie del souk di Marrakech) prevedeva le seguenti tappe:

  • Visita di un villaggio berbero sul monte Atlante, con degustazione di piatti locali e guida personale. Questa visita si è rivelata molto suggestiva è interessante in quanto la guida ci ha portato all’interno della sua comunità e raccontato nel dettaglio usanze e costumi di una civiltà completamente diversa dalla nostra. Abbiamo inoltre avuto modo di gustare il famoso Tajin locale.
  • Visita di una comunità di produttori di olio di Argan. Qui ci è stato mostrato il processo produttivo del miracoloso olio e le sue applicazioni (cosmetiche e gastronomiche); ci è stato infine offerto uno spuntino a base di pane marocchino, olio di argan e té verde marocchino.
  • Giro in cammello. Sicuramente la parte meno entusiasmante ed evitabile dell’escursione, in quanto il giro è stato breve ed effettuato lungo il letto asciutto di un fiume. Ne abbiamo comunque approfittato per fare alcune fotografie con un simpatico cammello.

Tornati dall’escursione siamo giunti di nuovo a Marrakech, dove ci siamo gustati una bella cena al ristorante con terrazza Café Kessabine, ammirando il tramonto su piazza Jemaa el-Fna.

Escursione nel deserto del Sahara in Marocco: 3 giorni piene di bellezze

Il quarto giorno abbiamo fatto i bagagli di prima mattina, per poi essere prelevati dal pullman che ci avrebbe condotti alla prossima avventura: un’escursione di tre giorni con destinazione finale il magico deserto del Sahara. Avevamo prenotato questa escursione la settimana prima della partenza, tramite un’agenzia online, ma è possibile prenotare la stessa escursione direttamente nel souk di Marrakech. La visita era di gruppo, pertanto abbiamo passato queste 3 giornate con altre 10 persone con cui abbiamo condiviso i pasti, i trasporti e i pernottamenti.

Ecco quali sono state la tappe dell’escursione:

  • Ait Ben Haddou, città fortificata lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e l’attuale città di Marrakech. Si trova sul fianco di una collina lungo il fiume Ouarzazate. Questa città è famosa per essere stata set di numerose produzioni cinematografiche, quali Il Trono di Spade e Il Gladiatore. La parte antica della città si erge come una roccia rossa in mezzo al deserto e visitarla vale sicuramente le 3 ore di pullman necessarie per raggiungerla da Marrakech.
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La bella Ait Ben Haddou
  • Tineghir, villaggio berbero costruito al centro di un’oasi in mezzo al deserto, circondato da un enorme palmeto. La guida locale ha condotto il gruppo all’interno del palmeto per mostrarci la comunità di agricoltori che vi lavora; abbiamo poi visitato una cooperativa femminile locale di produzione di tappeti. Qui è possibile acquistare prodotti del luogo e, se non sapete come portarli a casa, i commercianti berberi spediranno i vostri acquisti direttamente a casa vostra tramite corriere.
marocco da vedere
Io e Gigi che facciamo i romanticoni con un bellissimo sfondo dietro di noi
  • Deserto del Sahara, Merzouga. Dopo un’attraversata del deserto in cammello di circa 1 ora abbiamo raggiunto il campeggio berbero in cui avremmo passato la notte. Abbiamo avuto modo di scattare meravigliose foto sulle dune del Merzouga, nonché gustare un buonissimo Tajin locale servito intorno a un falò. La notte passata nel deserto è stata sicuramente uno dei momenti più belli di tutto il nostro viaggio e non possiamo che consigliarla a chiunque, in quanto esperienza che ci porteremo per sempre nei nostri cuori.
marocco dormire nel deserto
Durante l’escursione nel deserto con un bel cammello in mezzo a noi

Il terzo giorno è stato unicamente dedicato al ritorno a Marrakech, e nonostante il viaggio sia stato piuttosto lungo (circa 8 ore di pullman), l’insieme di emozioni che abbiamo provato in questi tre giorni, le persone conosciute e i luoghi visitati valgono ogni minuto passato sul pullman.

Tornati a Marrakech, ci siamo diretti al Riad Melhoun, bellissima struttura utilizzata come set da moltissimi fotografi professionisti.

Alla scoperta di Essaouira: cosa vedere e perché andarci

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Io in posa e davanti a me la città del sale e del vento Essaouira

Il nostro settimo giorno di viaggio è iniziato con una bella colazione sul roof top del nostro Riad, con vista sulla città. Una volta effettuato il check out ci siamo recati al noleggio auto per ritirare la Fiat Panda che ci avrebbe portato sulla costa ovest del Marocco (prenotata online la settimana prima della partenza). Dopo circa tre ore di viaggio tra i suggestivi paesaggi dell’entroterra marocchino, siamo giunti alla nostra prima meta: la città di Essaouira.

Non ci sono parole per descrivere questo gioiello che si affaccia sull’atlantico. La Medina della città è dominata da un meraviglioso contrasto fra le mura bianche e gli infissi blu ed è piena di terrazze da cui è possibile gustare un buon tè verde marocchino con vista sull’oceano. Essaouira è oggetto di un vero e proprio pellegrinaggio di turisti in questo periodo (aprile) in quanto perfetta per praticare kite-surf. Se mai verrete qui, vi consigliamo di andare al vecchio porto della città, molto caratteristico e pieno di banchetti che servono il pescato fresco cucinato al momento.

Insomma, ci sentiamo di definirla come una meta imperdibile per chi visita il Marocco.

Una sosta ad Agadir: la riccione marocchina

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La piscina di un bellissimo hotel ad Agadir

La città di Agadir è una “moderna Riccione” sull’oceano e si distacca enormemente da ogni altro agglomerato urbano che avevamo visto in Marocco fino a quel momento. Non è sicuramente una città che ti stupirà in termini di storia e luoghi culturali, tuttavia nel contesto di un viaggio come il nostro si è rivelata essere una piacevole parentesi di ritorno al mondo occidentale.

Se ti trovassi in questa città ti consigliamo assolutamente di concederti un aperitivo sulla spiaggia verso sera: i colori del sole che tramonta sul mare e la scritta “Dio, Patria, Re” sulla collina a fianco della città creano uno spettacolo davvero unico e suggestivo. Ad Agadir non avrai problemi a trovare una sistemazione. Il nostro consiglio è di non prenotare l’hotel dall’Italia ma di recarti direttamente lì e contrattare sul prezzo. Noi abbiamo soggiornato al Suite Hotel Tilia, bellissimo hotel vicinissimo al centro e alla spiaggia principale di Agadir.

Paradise Valley: tra piscine naturali e natura incontaminata

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Gigi con davanti la Paradise Valley

Abbiamo lasciato Agadir in prima mattinata per recarci a scoprire uno dei gioielli di queste zone, la cosiddetta Paradise Valley. Questa vallata ospita un’oasi lungo un fiume con un grande palmeto che fa ombra ad alcune delle piscine naturali più belle che abbiamo mai visto. Dopo aver lasciato la strada principale si percorre per circa mezz’ora una strada panoramica che porta all’ingresso della valle.

Qui, una volta parcheggiata la macchina (il costo del parcheggio è di circa 1€) si procede a piedi lungo gli affascinanti sentieri che attraversano i meandri nascosti di questo paradiso. Il piccolo trekking di circa 20 minuti (importante usare scarpe comode) conduce nel vero e proprio cuore della valle: piscine naturali immerse nella natura in cui è possibile tuffarsi e godersi un momento di tranquillità.

Consigliamo di portare un pranzo al sacco e di non fermarsi nei chioschetti lungo la passeggiata in quanto, essendo un posto turistico, i prezzi sono relativamente alti per gli standard del Marocco (15€ per una spremuta di arancia, un’insalata e una coscia di pollo alla griglia) .

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Io e Gigi mentre mangiamo un tipico pranzo marocchino

Alla scoperta di Taroudant: la piccola Marrakech

Usciti dalla Paradise Valley abbiamo deciso di spingerci ulteriormente verso l’interno del Marocco per visitare la città di Taroudant detta la piccola Marrakech. Questa città, non soggetta al turismo di massa, conserva ancora le sue tradizioni, caratterizzata da un’affascinante cinta muraria e da due souk principali: berbero e dell’artigianato.

La quasi totale assenza di turisti occidentali ha permesso di immergerci a pieno nella vita marocchina e di vivere un’esperienza del tutto differente rispetto a quella vissuta a Marrakech. Per il pernottamento consigliamo l’incantevole Dar Tourkia che con soli 20€ a notte offre una struttura davvero meravigliosa: piscina, bar, terrazza, lettini e tanto altro. Forse il migliore hotel in termini di rapporto qualità/prezzo in cui siamo mai stati.

Le ultime 2 cose da vedere e fare a Marrakech: Le Jardin Majorelle e Hammam

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Io e Gigi dentro Le Jardin Majorelle

Il mattino successivo siamo rientrati a Marrakech, dove avevamo lasciato ancora un paio di attività in sospeso.

La prima erano gli esotici Jardin Majorelle che si trovano ad appena 2 chilometri dalla Medina di Marrakech. Sono un autentico gioiello di questa città. La fila per entrare all’interno dei giardini è generalmente molto lunga (noi abbiamo impiegato circa 1 ora per fare i biglietti) e il biglietto di ingresso costa circa 7€ a persona. Appena entrati vieni sommerso dall’enorme canneto di bambù che sembra estendersi fino al cielo, dopo di che si prosegue lungo sentieri rossi attraverso il giardino botanico. Il tutto viene contrastato da elementi architettonici color Blu Majorelle, una tonalità appositamente studiata dal pittore Jaques Majorelle per la sua dimora. Insomma: una tappa obbligata per chi visita la città.

La seconda tappa invece è stata l’hammam marocchina, ovvero la tipica sauna locale. Ce ne sono molte in tutta la città di Marrakech, e noi abbiamo deciso di recarci nella più antica: l’Hammam Mouassine. L’esperienza è sicuramente forte e non adatta a chi pretende un luogo perfettamente igienico ma noi te la consigliamo ugualmente in quanto parte della tradizione locale.

Abbiamo infine concluso con furore il nostro viaggio, regalandoci una serata al Buddah Bar. Il locale è un po’ costoso (cercando di limitarci un po’ con il cibo abbiamo comunque speso 40€ euro a testa), ma l’atmosfera orientale che si respira, la qualità del sushi , e l’occasione dell’ultima sera hanno reso l’esperienza degna di essere vissuta.

I posti belli del Marocco non li scorderemo facilmente

Eccoci arrivati agli ultimi sgoccioli della vacanza. Abbiamo approfittato delle ultime ore a disposizione per fare l’ultimo giro nel souk di Marrakech e comprare qualche regalo da portare a casa. Un consiglio importante da seguire, qualsiasi cosa deciderai di comprare nel souk: CONTRATTA.
Generalmente i commercianti in queste zone incrementano i prezzi notevolmente, quindi è fondamentale trattare i prezzi, a volte anche fingendo di andarsene.

Un po’ tristi e malinconici siamo tornati a casa. Il Marocco è una meta perfetta per chi si vuole affacciare a un nuovo mondo. È vicino ma allo stesso tempo molto diverso dalla nostra realtà.

Un on the road in Marocco te lo consigliamo assolutamente

Quest’avventura ci ha lasciato un ricordo indelebile e ci sentiamo di consigliarla a chiunque abbia voglia di fare un bel viaggio on the road in Marocco un po’ diverso dal solito.

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Io e Gigi con un tipico turbante marocchino