La Tuscia, terra ricca di fascino, misticismo, natura, tradizioni culinarie, si trova poco più a nord della capitale e a pochi passi dal confine con l’Umbria. È la meta perfetta per un weekend di relax, all’insegna di storia, terme e avventura.

Cosa vedere nella Tuscia

Seguimi in quest’itinerario alla scoperta di suggestivi borghi, foreste, città d’arte e parchi avventura. Pronto a partire?

Giorno 1: lago di Vico e dintorni

Al mattino, si comincia con l’esplorazione del lago più alto d’Italia, immerso nella splendida cornice dei Monti Cimini e circondato da faggete secolari. Proprio perché sorge a più di 500 metri sul livello del mare, il trekking sul Lago di Vico è praticabile anche nei mesi estivi. Si tratta di un lago di origine vulcanica, ‘area protetta già dagli anni Ottanta e per questo motivo non interessato dalla speculazione edilizia. Chiudete gli occhi e passeggiate in pace lungo la sua riva. Nei dintorni si snodano vari percorsi, di difficoltà facile e medio-facile. Il sentiero “Le Pantanacce” è il più corto, si percorrere in trenta minuti e il dislivello è minimo. Si può lasciare l’auto nel parcheggio in località Cerreto e si prosegue per la strada sterrata; alla fine del sentiero, apprezzato soprattutto dagli appassionati di birdwatching, si incontra un fontanile.

Nei pressi del fontanile parte il sentiero per raggiungere il “Pozzo del diavolo“, una cavità dove trovano rifugio rapaci notturni; a differenza del primo, questo sentiero è un po’ più impegnativo, anche se di durata simile.

Per informazioni più dettagliate sul trekking e sui sentieri del lago di Vico, puoi consultare il sito dei Parchi del Lazio.

Faggeta Vetusta Monte Cimino, orgoglio della Tuscia

Tra le esperienze imperdibili nei dintorni del lago di Vico non può mancare una passeggiata nella Faggeta Vetusta del Monte Cimino, patrimonio dell’Unesco dal 2017, che in ogni stagione dà il meglio di sé. In autunno lasciati incantare dal foliage, in inverno dal candore della neve, durante la primavera e in estate fatti cullare dall’ombra dei suoi faggi.

Poco più avanti del parcheggio antistante il bosco, si trova il ristorante Baita La Faggeta, un rifugio di felicità dove poter degustare la cucina della Tuscia, tra prodotti a km zero e ricette tipiche della tradizione, con ingredienti rigorosamente freschi e stagionali.

Ronciglione e Caprarola

Nel pomeriggio abbandona la foresta e raggiungi i borghi a pochi minuti dal lago.

Caprarola è celebre per Palazzo Farnese, una delle maestose dimore che la potente famiglia fece costruire nei dintorni di Roma. Il progetto inizialmente fu affidato al Sangallo e poi al Vignola, che ordinò di tagliare la collina per posizionare l’edificio al meglio. Palazzo Farnese, infatti, compare dopo una lunga ed estenuante salita. Colpisce al suo interno la scala regia, maestosa, ormai divenuta iconica perché sorretta da trenta colonne in stile dorico. L’intera elegante dimora è affrescata con scene della vita dei Farnese. Vale la pene visitare il palazzo e i suoi magnifici giardini all’italiana.

Tuscia

La cittadina di Ronciglione è conosciuta per il Carnevale, nato probabilmente alla fine del Cinquecento assieme alle corse dei cavalli senza fantino. Oggi la festa viene celebrata con sfilate di carri allegorici e bambini mascherati a festa durante tutto il periodo. Da non perdere, la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, il Duomo, la chiesa gotica di Sant’Andrea, la rocca (o “i torrioni”), il Palazzo Comunale e il Palazzo dei Virgili.

A Ronciglione ti consiglio di soggiornare presso La Canonica dei Fiori, situato in una posizione strategica del centro storico, sulla Via Francigena e a pochi passi dal Lago di Vico. È di proprietà di Anna Fendi, che ha saputo combinato con estro e modernità vecchi mobili e quadri di famiglia. La struttura è provvista di una taverna dove poter degustare le specialità locali..

Giorno 2: Viterbo e le terme dei Papi

Comincia la giornata esplorando le bellezze di Viterbo, città d’arte perla della Tuscia nonché importante provincia laziale. Nonostante vanti il primato di centro storico più grande d’Europa, puoi tranquillamente esplorarla a piedi. Un tempo fu scelta come dimora dai papi, che amavano fuggire dal caos di Roma già secoli fa.

Da non perdere a Viterbo, il Palazzo dei Papi, il duomo di San Lorenzo, il quartiere medievale di San Pellegrino, il Palazzo dei Priori con la sua sala regia e la Chiesa di Santa Rosa. A quest’ultima è legata la celebre processione di Santa Rosa che si svolge il 3 settembre, patrimonio immateriale dell’umanità. Ti sarà forse già capitato di vedere qualche foto della statua della santa trasportata in giro da uomini incappucciati, i c.d. facchini di Santa Rosa.

Insomma, un centro storico tutto da scoprire, dove non mancano neppure eccellenti proposte gastronomiche! Fatti trascinare dal cuore e prova una delle numerose trattorie tradizionali.

Dopo aver visitato Viterbo, concediti qualche momento di relax alle terme dei Papi. Puoi prenotare nel pomeriggio e prolungare fino alla sera: infatti, questa è una delle poche strutture termali in Italia aperte anche di notte. Cosa c’è di meglio di un bagno caldo sotto un meraviglioso cielo stellato?

Se desideri concederti un piccolo lusso, ti consiglio di pernottare presso l’Hotel Niccolò V situato proprio nel parco termale Terme dei Papi!

Giorno 3: Vitorchiano e Bomarzo

L’ultimo weekend nella Tuscia sarà all’insegna di tufo ed esoterismo. Si prosegue in direzione del borgo di Vitorchiano che, assieme a Civita di Bagnoregio e Calcata (più distanti da Viterbo) costituisce uno dei capolavori che emergono dalle rocce tufacee, abbondanti in quest’area della regione Lazio.

Si entra nel centro storico attraverso la porta di Santa Maria della Neve. Il borgo è susseguirsi di vicoli stretti pieni di fiori, dove il tempo scorre lento, tra le docili voci di qualche passante e le finestre sul verde che spuntano all’improvviso, affacciate sulla valle.

Vitorchiano, però, riserva una sorpresa del tutto inaspettata: nei pressi di via Teverina e della migliore vista sul borgo, c’è una statua Moai. Si tratta dell’unico esemplare scolpito fuori dall’isola di Pasqua.

L’ultima tappa del nostro weekend nella Tuscia è il Giardino dei Mostri a Bomarzo, un altro borgo situato a pochi km da Vitorchiano. Pier Francesco Orsini ordinò la progettazione del parco per sua moglie Giulia Farnese e l’architetto che se ne occupò, Pirro Ligorio, lo riempì di sculture basaltiche dalla forte simbologia esoterica. Rappresentano, infatti, creature mitologiche, animali e mostri.

In questo luogo la magia e la natura la fanno da padrone: divertiti a scattare foto e ad imitare le buffe facce delle figure scolpite sulle rocce.

Purtroppo è già arrivato il momento di tornare a casa, ma non preoccuparti, il prossimo weekend è vicino!

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