Caro Weekendiero, anche tu ti stai chiedendo che cosa fare nei prossimi fine settimana? Tra contagi e chiusure, non sai più dove andare? C’è un’ottima alternativa che forse non hai ancora considerato, ma ideale adesso che la primavera sta per arrivare e le giornate diventano più lunghe: i musei a cielo aperto!

La Street Art in questi luoghi regna sovrana, tra muri colorati e movimenti culturali. Le periferie delle grandi città sono in genere il terreno adatto per questo tipo di arte, che piace proprio perché esce dagli schemi tradizionali e colora i quartieri dipingendo la loro identità su muri e palazzi. E allora, Weekendiero, sei pronto a scoprire con me i luoghi della Street Art italiana?

Musei a cielo aperto e dove trovarli

L’Italia è ricca di luoghi dove la Street Art è diventata un’istituzione, una forma d’arte al pari dei quadri che affollano le pareti dei nostri musei ma che ha il grande vantaggio di essere fruibile da tutti, durante una piacevole passeggiata e senza nemmeno pagare il biglietto d’ingresso. Un sogno per un weekend coloratissimo, non trovi?

Il museo condominiale di Tor Marancia

Tor Marancia è il primo museo condominiale al mondo, situato nell’omonimo quartiere di Roma. Ha rappresentato l’Italia alla Biennale di architettura di Venezia nel 2016, intitolata Taking Care. Progettare per il Bene Comune. Grazie all’Associazione Contemporary 999 i muri delle case popolari di questo quartiere sono stati dipinti da 22 artisti provenienti da 10 diversi paesi.

musei a cielo aperto
L’opera “Bambino Redentore” dell’artista francese Seth

Un bellissimo esempio di riqualifica di un quartiere nato inizialmente con le baracche costruite negli anni Trenta del Novecento dagli sfollati in seguito allo sventramento del centro storico di Roma, e in seguito trasformato con la costruzione dei condomini, tutti uguali e anonimi.

Collocato in una zona piuttosto infossata, Tor Marancia subiva spesso allagamenti che gli valsero il soprannome di Shangai, ed è proprio l’opera Welcome To Shangai dell’artista Caratoes che ora accoglie visitatori e appassionati d’arte in questo quartiere dove i muri delle case popolari sono diventati tele per opere meravigliose.

Il museo a cielo aperto dell’Ortica

Il nostro tour nella Street Art italiana prosegue nel quartiere Ortica a Milano, trasformato nel corso del Novecento da territorio di campi coltivati e orti (da cui deriva il suo nome) a zona industriale e abitativa. A rendere il quartiere un museo a cielo aperto è stato Or.Me. – Ortica Memoria, con il supporto del collettivo di artisti italiani Orticanoodles.

Musei a cielo aperto
“Ortica viene da orto” di Or.me.

Le opere dipinte sui muri raccontano come il quartiere ha vissuto il Novecento: gli orti, lo sport, il lavoro e il movimento cooperativo, la legalità, la resistenza, l’immigrazione e la musica, nei ritratti di Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Dario Fo, Giorgio Gaber e molti altri big milanesi, che si esibivano nei locali dell’Ortica e talvolta cantavano del quartiere stesso. Non mancano i ritratti di donne che sono state esempi e testimoni durante il Novecento come Alda Merini, Liliana Segre e Anna Kuliscioff.

La particolarità e bellezza delle opere dell’Ortica è il fatto che siano state realizzate con il supporto di diversi enti, associazioni e persone in base ai diversi temi dei murales. Si crea in questo modo arte condivisa tra artisti e pubblico, con la partecipazione diretta dei cittadini che crea un sentimento di comunità molto forte.

Gallerie a cielo aperto e opere sparse

Talvolta la Street Art appare anche in luoghi insospettabili, dislocata nelle vie delle città e non raccolta in una zona precisa come per i musei a cielo aperto. Forse più difficile da trovare, ma non per questo meno divertente, anzi! Puoi organizzare una vera e propria “caccia all’arte” mentre passeggi per le vie della tua città del cuore. Non te ne pentirai.

gallerie a cielo aperto
L’opera di Ericailcane nel quartiere della Malpensata

Street art bergamasca

Sembra insospettabile, ma anche a Bergamo ci sono parecchi murales importanti, come Una casa per tutti dell’artista Blu nel quartiere di Celadina, simbolo della lotta per l’assegnazione delle case popolari.

Ericailcane invece ha sfruttato il muro della sede della Caritas nel quartiere di Malpensata, per raffigurare una rondine che rappresenta le difficoltà e le incertezze dell’immigrazione.

Sempre nel quartiere della Malpensata, Joao Samina ha dipinto dieci volti di personaggi fondamentali per il quartiere, mentre sul muro che delimita il Rondò delle Valli, strada che dalla città esce per raggiungere le valli bergamasche, Wiz Art ha creato 39 dipinti che vanno a comporre una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto.

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“Un tetto per tutti” dell’artista Blu

I muri di Padova

Aggirandosi per il centro di Padova non possono passare inosservate le opere di Kenny Random, Tony Gallo e Alessio B. La Street Art in questo caso si fonde con la città stessa e diventa parte di essa con estrema naturalezza. Io adoro questo aspetto!

Cercare le opere d’arte tra una via e l’altra è divertente, ma per chi vuole andare a colpo sicuro esiste l’hashtag di Instagram #padovastreetart.

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“Chi ama non dorme” di Kenny Random

Street art e poesia: il Trullo

Più che un museo a cielo aperto, potremmo definire il quartiere romano del Trullo un libro aperto! Infatti, il collettivo Poeti der Trullo colora il quartiere dipingendo le proprie poesie sui muri. Vera magia, in una periferia che sta lavorando duro per migliorarsi. Se vuoi approfondire, ti parlo del Trullo e di una Roma insolita anche in questo articolo sul mio blog.

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Una poesia al Trullo

Weekendiero, se la Street Art ti appassiona, non perderti l’articolo di Laura sul borgo di San Giovanni in Persiceto, la cui piazza è una vera opera d’arte!

Se invece conosci altri musei a cielo aperto, sarò felice di ricevere i tuoi consigli sulla mia pagina Instagram

A presto dalla tua Wekendiera Lisa

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