Quando ho iniziato a organizzare il mio viaggio di tre settimane in Indonesia, ho capito subito che scegliere dove dormire sarebbe stato importante quasi quanto decidere cosa vedere.

A Bali le distanze sulla mappa ingannano, il traffico può cambiare completamente i tempi di una giornata e dormire nella zona sbagliata significa passare ore in macchina. Quando poi si aggiungono speed boat, traghetti, voli interni e un trekking sul Rinjani, l’alloggio smette di essere soltanto il posto in cui lasciare lo zaino: diventa parte dell’itinerario.

Sono Laura, fondatrice de “I Weekendieri”, e in questo articolo voglio raccontarti dove ho dormito a Bali e nelle altre tappe del mio viaggio in Indonesia, con consigli sinceri su quali strutture sceglierei di nuovo, quali sono state utili soprattutto per la posizione e quali, invece, meritano di essere vissute come una vera esperienza.

Una precisazione, però, è necessaria, non ho trascorso tutte le tre settimane a Bali. Dopo aver attraversato diverse zone dell’isola, mi sono spostata a Gili Air, Lombok e Labuan Bajo, sull’isola di Flores, da cui sono partita per il tour in barca nel Komodo National Park.

Quindi più che una lista dei migliori hotel di Bali, questa è la mappa dei miei pernottamenti durante un viaggio che ha unito spiagge, risaie, porti, vulcani e isole molto diverse tra loro.

Bali e Indonesia

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Il mio itinerario tra Bali, Gili Air, Lombok e Labuan Bajo

Durante le tre settimane ho cambiato spesso struttura, ma non per il gusto di fare e disfare continuamente la valigia. Ogni spostamento aveva una ragione precisa.

A Uluwatu e Canggu volevo essere vicina alle spiagge e alla vita del sud di Bali.
A Ubud ho provato due soggiorni completamente diversi, una homestay semplice, dove il rapporto con il proprietario ha fatto la differenza, e un glamping scelto per concedermi una notte particolare.

Poi mi sono spostata verso Munduk e Tirta Gangga, per vedere il nord e l’est dell’isola senza trasformare ogni visita in un’escursione interminabile da Ubud.

Le notti a Sanur e Padangbai, invece, sono state soprattutto strategiche. La prima per raggiungere il porto e partire verso Nusa Penida, la seconda per prendere la speed boat diretta alle Isole Gili.

Da Gili Air sono passata a Lombok. Qui ho dormito a Senaru, prima del trekking sul Monte Rinjani, e poi a Kuta Lombok, per esplorare il sud, le spiagge, i locali e le zone frequentate dai surfisti.

Infine ho preso un volo per Labuan Bajo, la base da cui sono partita per due giorni in barca nel Parco Nazionale di Komodo.

Piccolo appunto utile.
Sanur e Senaru non sono la stessa località. Sanur si trova a Bali ed è uno dei principali punti di partenza per Nusa Penida, mentre Senaru si trova nel nord di Lombok ed è una base usata per escursioni e trekking nell’area del Rinjani.

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Dove dormire nel sud di Bali

Medori Putih Homestay: la mia base a Uluwatu

A Uluwatu non cercavo una struttura in cui trascorrere intere giornate. Volevo soprattutto una base che mi permettesse di muovermi tra spiagge, locali e punti diversi della penisola di Bukit senza spendere le cifre richieste da molti resort della zona.

Ho scelto il Medori Putih Homestay, una sistemazione semplice in zona Pecatu, con camere immerse in un giardino e una piscina esterna.

Il vero motivo per cui può essere una buona scelta è la posizione, Padang Padang si raggiunge in pochi minuti di auto e anche altre zone frequentate da chi viene a Uluwatu per il surf, come Dreamland e Suluban, sono accessibili con un breve spostamento. La struttura offre inoltre Wi-Fi e parcheggio.

Non sceglierei Medori Putih per una vacanza da vivere tutta dentro l’hotel, ma lo prenderei in considerazione se il programma prevede giornate fuori e se hai uno scooter o un autista.

A Uluwatu, infatti, essere autonomi negli spostamenti è molto utile dato che spiagge e locali sono distribuiti in punti diversi e non esiste un unico centro da percorrere comodamente a piedi.

A chi lo consiglio: a chi vuole una base informale e non ha bisogno di servizi da resort.

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Papillon Echo Beach: dove dormire a Canggu vicino al mare

Canggu è una delle zone più amate e discusse di Bali. C’è chi non ne può più del traffico, dei beach club e dei locali pieni di nomadi digitali, e chi invece la sceglierebbe ancora per la quantità di ristoranti, palestre, caffetterie, negozi e serate.

Io volevo viverla senza dovermi spostare continuamente per raggiungere la spiaggia, quindi ho scelto il Papillon Echo Beach.

La struttura si trova a pochi minuti a piedi da Echo Beach e dispone di tre piscine esterne, camere moderne, giardino e un piccolo punto ristoro.

Il vantaggio principale, ancora una volta, è pratico.
Quando alloggi vicino a una zona che ti interessa davvero, puoi lasciare lo scooter e muoverti a piedi almeno per una parte della giornata. A Canggu non è un dettaglio da poco.

Echo Beach è una buona scelta soprattutto per chi vuole alternare surf, tramonti, ristoranti e serate senza dormire nel punto più interno della città.

A chi lo consiglio: a chi vuole essere vicino al mare e vivere Canggu senza dipendere dallo scooter per ogni singolo spostamento.

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Dove dormire a Ubud: le due strutture che ho provato

Ubud è stata l’unica tappa del viaggio in cui ho scelto due sistemazioni molto diverse tra loro.

La prima era una homestay dal costo accessibile, fuori dal centro e con un proprietario capace di trasformare un semplice soggiorno in un aiuto concreto per organizzare le giornate.

La seconda era un glamping a pochi chilometri dalla città, scelto non per comodità o risparmio, ma perché avevo voglia di provare qualcosa che non avrei trovato altrove nel mio itinerario.

Casa D’Sami B&B: il posto che consiglio soprattutto per il proprietario

Tra tutte le strutture di questo viaggio, Casa D’Sami B&B è una di quelle che consiglio con maggiore convinzione.

Non è in pieno centro a Ubud, si trova a qualche chilometro dalla zona del Palazzo e della Monkey Forest, quindi per raggiungere le principali attrazioni occorre considerare circa venti minuti di spostamento, a seconda del traffico. Eppure tornerei proprio qui.

Il motivo ha un nome, Sami, il proprietario. È indonesiano, parla benissimo italiano e conosce la zona abbastanza da darti consigli che non sembrano copiati da una guida. Può aiutarti a capire come organizzare le giornate, quali luoghi abbinare e come evitare di trascorrere metà del tempo bloccato nel traffico.

Anche diverse recensioni confermano che Sami parla italiano e viene apprezzato per la disponibilità e la struttura dispone inoltre di giardino e piscina.

Casa D’Sami non è la scelta giusta per chi vuole uscire dall’hotel e trovarsi immediatamente tra negozi e ristoranti. È invece perfetta per chi preferisce dormire fuori dalla parte più affollata di Ubud e apprezza il contatto con una persona del posto.

Qui non ricordo soltanto la camera. Ricordo le conversazioni, i suggerimenti e la sensazione di avere un riferimento a cui chiedere: “Domani cosa mi conviene fare?”.

A chi la consiglio: a chi cerca un buon rapporto umano, vuole ricevere consigli sulla zona e non considera indispensabile dormire nel centro di Ubud.

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Sandat Glamping Tents: una notte diversa vicino a Ubud

Il Sandat Glamping Tents appartiene a una categoria completamente diversa.
Non l’ho scelto perché fosse la soluzione più pratica o economica. L’ho scelto perché volevo provare una notte in una tenda arredata come una camera d’hotel, circondata dalla vegetazione e dalle risaie, senza allontanarmi troppo da Ubud.

La struttura si trova a circa tre chilometri dal centro e offre tende con arredi curati, spazi esterni e, in alcune categorie, piscina privata. È disponibile anche un servizio di collegamento programmato con Ubud.

Il termine “tenda” può trarre in inganno dato che qui non si parla di sacco a pelo, materassino o bagno condiviso. È una sistemazione costruita per conservare l’idea del contatto con l’esterno, ma con servizi e ambienti da struttura di livello alto.

Secondo me è il classico posto da inserire per una notte, magari tra due sistemazioni più semplici. Non perché una notte sia obbligatoria, ma perché il costo e il tipo di esperienza hanno senso soprattutto come piccolo regalo dentro un viaggio più lungo.

A chi lo consiglio: a chi vuole alternare homestay e hotel pratici con un soggiorno scelto soltanto per il piacere di provarlo.

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Dove dormire nel nord e nell’est di Bali

Munduk Moding Plantation: dormire dentro una piantagione di caffè

Munduk Moding Plantation non è stato semplicemente l’hotel utilizzato per visitare Munduk. È stato uno dei luoghi centrali del viaggio.

La struttura si trova all’interno di una piantagione di caffè e unisce camere e ville, infinity pool, spa, ristorazione e attività legate alla natura e alla produzione del caffè. Dalle piscine si vedono le coltivazioni, le montagne e, nelle giornate più limpide, la costa settentrionale di Bali.

La differenza rispetto ad altri hotel è che qui puoi riempire una giornata senza dover uscire continuamente. Puoi seguire il percorso del caffè dalla pianta alla tazzina, passeggiare nella proprietà, provare le attività proposte e poi restare a guardare le nuvole che cambiano la vista ogni pochi minuti.

Munduk ha un clima diverso dal sud dell’isola. L’aria è più fresca, può arrivare la nebbia e una felpa torna finalmente utile dopo giorni trascorsi in costume.

Nel mio caso, fermarmi qui mi ha permesso di vedere una Bali che non ruota intorno alle spiagge, al surf o ai locali. E proprio per questo il soggiorno è rimasto tra i più memorabili delle tre settimane.

Ho dedicato a Munduk Moding Plantation anche un articolo specifico, nel quale racconto più nel dettaglio camere, piscine, spa, attività e cucina.

A chi lo consiglio: a chi vuole dedicare almeno una notte alla struttura stessa e non usarla soltanto come base per dormire.

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Pondok Alam Bukit: fermarsi a Tirta Gangga senza tornare indietro

La parte orientale di Bali viene spesso visitata con escursioni giornaliere da Ubud o dal sud. Si parte prestissimo, si trascorrono ore in auto e la sera si torna indietro stanchi.

Io ho preferito dormire nella zona di Tirta Gangga e ho scelto il Pondok Alam Bukit.

È una guesthouse semplice con camere affacciate sul giardino e sulle montagne, terrazza, parcheggio e Wi-Fi. La posizione consente di esplorare l’area di Karangasem e di raggiungere il palazzo sull’acqua di Tirtagangga senza dover attraversare ogni volta mezza isola.

Non è una struttura da scegliere per una lunga permanenza dedicata ai servizi. Il suo valore, almeno nel mio itinerario, è stato permettermi di spezzare il percorso e dedicare più tempo all’est di Bali.

Quando pianifichi tre settimane in Indonesia, questo tipo di notte è importante quanto quella nel resort speciale, non crea l’effetto “wow” appena entri, ma rende il viaggio molto più sensato.

A chi lo consiglio: a chi vuole visitare Tirta Gangga e l’est di Bali senza affrontare un’escursione in giornata da Ubud.

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Dove dormire vicino ai porti di Bali

Non tutti gli hotel devono diventare un’esperienza da raccontare per mezz’ora.
Alcuni devono soltanto svolgere bene una funzione ossia farti dormire vicino al porto, evitare una levataccia e ridurre il rischio di perdere la barca.

Durante il viaggio ho fatto due scelte di questo tipo, una a Sanur e una a Padangbai.

M3 Sanur Hotel: comodo per partire verso Nusa Penida

Ho dormito al M3 Sanur Hotel prima di prendere il traghetto per Nusa Penida.

La struttura è molto vicina a Sanur Harbour infatti alcune fonti la collocano a circa 260 metri dal porto. Le camere sono essenziali, dotate di aria condizionata e bagno privato.

L’ho scelto per una ragione sola, poter raggiungere l’imbarco rapidamente, senza dipendere dal traffico del mattino. E ha fatto esattamente quello che mi serviva.

Non ti consiglierei di prenotarlo per una vacanza romantica a Sanur o per trascorrere giorni tra piscina e hotel. Te lo consiglio invece quando hai una partenza presto e vuoi eliminare almeno una variabile dalla giornata.

Sanur Harbour è uno dei principali punti di partenza verso Nusa Penida e Nusa Lembongan, con molte imbarcazioni concentrate nelle ore mattutine.

A chi lo consiglio: a chi deve prendere una barca da Sanur e cerca soprattutto vicinanza al terminal.

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Sawitri Homestay: dormire a Padangbai prima delle Gili

Per raggiungere Gili Air ho scelto di dormire direttamente a Padangbai, invece di partire all’alba da un’altra zona di Bali.

La mia sistemazione è stata il Sawitri Homestay, a pochi passi dalla spiaggia e vicino all’area del porto. Le camere sono semplici, con aria condizionata, bagno privato, terrazza e Wi-Fi.

Anche in questo caso, non cercavo un hotel da vivere. Volevo svegliarmi, fare colazione, prendere il bagaglio e raggiungere la speed boat senza iniziare la giornata con due ore di auto.

Le partenze in barca possono subire cambiamenti, attese e procedure di imbarco non sempre rapidissime. Arrivare già dalla sera precedente mi ha permesso di affrontare tutto con molta più calma.

A chi lo consiglio: a chi parte da Padangbai verso le Isole Gili e preferisce trascorrere la notte vicino al porto.

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Dove dormire a Gili Air

Alibaba Bungalows: bungalow, piscina e mare a pochi passi

Dopo Bali sono arrivata a Gili Air, un’isola senza automobili in cui ci si sposta a piedi, in bicicletta o con i carretti trainati dai cavalli.

Qui ho dormito all’Alibaba Bungalows, una struttura con bungalow, piscina e ristorante, situata praticamente sulla spiaggia. Booking indica il mare a poche decine di metri, mentre il porto si raggiunge con una passeggiata più lunga attraverso l’isola.

La zona è meno commerciale rispetto all’area immediatamente vicina al molo. Questo significa che, la sera, potresti dover camminare o prendere una bicicletta per raggiungere alcuni ristoranti, ma significa anche avere una parte di costa meno trafficata davanti alla struttura.

A Gili Air la posizione va scelta in base a quello che cerchi.
Porto e locali a portata di mano oppure spiaggia e maggiore tranquillità. Alibaba si avvicina di più alla seconda opzione.

A chi lo consiglio: a chi vuole dormire vicino al mare e non ha problemi a muoversi in bicicletta per esplorare l’isola.

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Dove dormire a Lombok

Horizon Senaru Villa: la base prima del trekking al Rinjani

Qui facciamo chiarezza anche sul nome perché la località si chiama Senaru, non Sanur.

Senaru si trova nel nord di Lombok ed è una delle zone utilizzate come punto d’appoggio per il trekking sul Monte Rinjani. Prima dell’escursione ho dormito all’Horizon Senaru Villa.

La struttura dispone di camere semplici, ristorante, giardino, deposito bagagli e servizi utili per chi deve affrontare attività all’aperto. Si trova inoltre vicino alle cascate di Sindang Gila e Tiu Kelep.

Nel mio caso, l’aspetto decisivo è stato un altro: avevo prenotato il trekking al Rinjani tramite GetYourGuide e l’organizzazione è venuta a prendermi direttamente in hotel.

Questo ha reso Horizon Senaru una scelta molto comoda, perché la mattina della partenza non ho dovuto cercare un punto d’incontro o organizzare un ulteriore trasferimento.

Quando prenoti un trekking di più giorni, ti consiglio di controllare sempre dove è previsto il pickup e di scegliere l’alloggio anche in funzione di quello.

A chi lo consiglio: a chi deve partire per il Rinjani o vuole visitare le cascate del nord di Lombok.

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BATARA Homestay: dove dormire a Kuta Lombok per spiagge e locali

Dopo il trekking avevo bisogno di cambiare completamente scenario.

Sono scesa a Kuta Lombok, nel sud dell’isola, una zona frequentata per le spiagge, il surf, i ristoranti e la vita serale. Qui ho scelto il BATARA Homestay.

È una sistemazione semplice con camere dotate di bagno privato e aria condizionata, giardino e terrazza. Si trova a poche centinaia di metri da Kuta Beach e vicino alla parte centrale della località.

Kuta Lombok è molto diversa dalla Kuta di Bali. È più piccola e viene spesso usata come base per raggiungere in scooter spiagge come Tanjung Aan e Selong Belanak, oltre ai punti surf della costa meridionale.

BATARA mi è servito proprio per questo, dormire in una zona centrale, uscire la sera senza organizzare lunghi spostamenti e partire durante il giorno verso le spiagge.

A chi lo consiglio: a chi cerca una sistemazione senza troppi fronzoli vicino al centro di Kuta Lombok.

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Dove dormire a Labuan Bajo prima del tour di Komodo

Seaesta Komodo Hotel & Hostel: comodo, sociale, ma non economico

L’ultima struttura del viaggio si trova a Labuan Bajo, sulla punta occidentale dell’isola di Flores.

Sono arrivata qui per partire il giorno successivo con il tour di due giorni e una notte in barca nel Komodo National Park, tra Padar Island, Pink Beach, draghi e mante.
Se vuoi saperne di più ho scritto un articolo sul Komodo National Park.

Ho dormito al Seaesta Komodo Hotel & Hostel, una struttura che combina camere private e dormitori con piscina, palestra, rooftop, bar, ristorante e attività sociali. Si trova nel centro di Labuan Bajo, a circa cinque minuti a piedi dalla zona principale.

È sicuramente comoda, ben organizzata e adatta a chi viaggia da solo e vuole trovare facilmente altre persone. Gli spazi comuni funzionano bene, il rooftop è piacevole e l’atmosfera è quella di un ostello moderno più che di una sistemazione spartana.

Detto questo, l’ho trovata un po’ cara rispetto ad altre strutture incontrate durante il viaggio.

La consiglierei quindi per la comodità, i servizi e l’ambiente sociale, ma non la presenterei come un’opzione economica. A Labuan Bajo i prezzi possono essere più alti di quanto ci si aspetti, soprattutto nelle strutture conosciute dai viaggiatori internazionali.

A chi la consiglio: a chi vuole una base curata e sociale prima o dopo il tour di Komodo ed è disposto a spendere qualcosa in più.

Komodo National Park

Come scegliere gli hotel per un viaggio di tre settimane in Indonesia

Dopo aver cambiato undici strutture, la lezione più importante è che non esiste un unico criterio per scegliere dove dormire.

In alcuni casi ho pagato per l’esperienza, come al Sandat Glamping o al Munduk Moding Plantation. In altri ho scelto il rapporto con il proprietario, come a Casa D’Sami. In altri ancora mi interessava soltanto essere nel punto giusto al momento giusto.

M3 Sanur e Sawitri Homestay non erano i soggiorni più attesi del viaggio, ma mi hanno evitato partenze complicate. Horizon Senaru mi ha permesso di farmi trovare direttamente dall’organizzazione del trekking. Seaesta mi ha dato una base comoda e sociale prima di salire in barca a Komodo.

Il mio consiglio è quindi di non investire lo stesso budget in ogni notte.

Puoi spendere meno quando la struttura serve soltanto a dormire prima di un trasferimento e concederti qualcosa di particolare nei luoghi in cui trascorrerai davvero del tempo. È un modo semplice per tenere sotto controllo i costi senza rinunciare agli alloggi che ti incuriosiscono di più.

Controlla inoltre con attenzione porti, punti di pickup e distanze reali. A Bali dieci chilometri non significano necessariamente dieci minuti e, quando hai una barca da prendere, dormire vicino all’imbarco può valere molto più di una piscina più bella.

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Conclusioni

Guardando indietro, gli hotel di queste tre settimane raccontano bene il viaggio.

Ci sono stati il letto vicino al porto prima della speed boat, la piscina in mezzo a una piantagione di caffè, il bungalow a Gili Air, la notte a Senaru con lo zaino già pronto per il Rinjani e l’ostello di Labuan Bajo prima di dormire in barca.

Non tutte le strutture mi hanno colpita nello stesso modo e non tutte erano state scelte per farlo.
Alcune mi hanno dato una posizione comoda. Altre una persona a cui chiedere consiglio. Altre ancora mi hanno fatto desiderare di restare in hotel invece di uscire.

Ed è proprio questo il criterio con cui ti suggerisco di costruire il tuo itinerario: chiediti cosa deve fare ogni alloggio per te. Farti riposare? Portarti vicino al mare? Evitarti una sveglia impossibile? Diventare uno dei ricordi del viaggio?

Quando trovi la risposta, scegliere dove dormire diventa molto più semplice.

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Laura Zampetti

Ciao, sono Laura Zampetti la fondatrice del blog www.weekendieri.com.
Una Weekendiera nata, una vera appassionata dei weekend fuori porta e di viaggi.
Ogni fine settimana vado a esplorare la nostra bella Italia per trovare posti sempre nuovi da proporvi.
Sono Travel Blogger da circa 5 anni dopo essermi licenziata da un lavoro in banca che non mi dava soddisfazioni.
Con il progetto de I Weekendieri voglio dimostrare a tutti che con anche solo 2 giorni a disposizione si possono vivere grandi esperienze!

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