L’Albania è stata una di quelle destinazioni che mi hanno lasciato addosso sensazioni molto diverse tra loro.

Ci sono stati posti che mi hanno stupita tantissimo, altri che avevo visto ovunque online e che dal vivo mi hanno convinta molto meno. Ci sono state strade bellissime, strade complicate, spiagge piene, città che non mi aspettavo così affascinanti e tappe che rifarei domani mattina.

Ciao, io sono Laura, fondatrice de “I Weekendieri” e in questo articolo ti racconto il mio itinerario in Albania di 6 giorni, con arrivo e partenza da Tirana, auto a noleggio e un percorso tra Riviera albanese, Himarë, Gjipe Beach, Ksamil, Blue Eye, Gjirokastër, Përmet, Berat e Bovilla Lake.

Non sarà una guida patinata in cui tutto è perfetto. Ti dirò cosa mi è piaciuto, cosa eviterei in alta stagione e cosa secondo me devi sapere prima di organizzare un viaggio in Albania on the road.

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Perché fare un viaggio on the road in Albania

L’Albania è una meta che negli ultimi anni è entrata sempre di più nei radar di chi cerca mare bello, prezzi spesso più accessibili rispetto ad altre destinazioni mediterranee e un viaggio non troppo costruito.

Il bello, però, non è solo la costa.

La Riviera albanese corre lungo il sud del Paese, tra il Passo di Llogara, Dhërmi, Himarë, Porto Palermo, Saranda e Ksamil, una strada che alterna montagne, curve, spiagge ioniche e borghi affacciati sul mare. Il portale turistico ufficiale dell’Albania descrive proprio questo tratto come uno degli itinerari più belli del Paese, con viste sulla costa e tappe tra baie, villaggi e fortezze.

Poi, appena lasci il mare, cambi mondo.
Arrivi a Gjirokastër, con le sue case in pietra, a Përmet, con le terme naturali, a Berat, la città dalle finestre sovrapposte; e infine a Bovilla Lake, vicino Tirana, dove l’acqua turchese sembra quasi fuori contesto rispetto alla capitale.

È un viaggio compatto, ma molto vario. E proprio per questo va organizzato con attenzione.

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Come organizzare un itinerario in Albania di 6 giorni

Arrivo a Tirana e noleggio auto

Noi siamo arrivate a Tirana la mattina del 5 luglio, con volo alle 09:55. Da lì abbiamo ritirato l’auto e siamo partite subito verso sud.

Scelta giusta? Sì, se hai pochi giorni e vuoi massimizzare il tempo sulla costa.

Non ci siamo fermate a Durazzo o in altre città lungo la strada, perché l’obiettivo era arrivare direttamente verso il mare e dormire a Himarë. Se hai solo 6 giorni pieni, devi fare delle scelte, o rallenti, o tagli qualcosa.

Per questo itinerario l’auto è quasi indispensabile. I mezzi pubblici esistono, ma con tappe come Gjipe, Benja, Berat e Bovilla diventerebbe tutto molto più macchinoso.

Serve davvero il 4×4 in Albania?

Te lo dico senza girarci troppo intorno, io valuterei seriamente un 4×4.

Non perché tutte le strade siano impossibili, ma perché alcune tappe possono diventare stressanti con una macchina bassa o poco adatta agli sterrati. Noi abbiamo avuto difficoltà soprattutto per raggiungere Mirror Beach e Bovilla Lake.

Su Bovilla, il portale turistico ufficiale indica che la strada da Tirana a Zall-Herr è asfaltata, mentre il tratto successivo è rurale, pur essendo percorribile anche da auto piccole.

Nella pratica, però, io ti consiglio di andarci con un’auto adatta o con un’escursione organizzata, soprattutto se non hai voglia di guidare su strade sconnesse, strette o poco prevedibili.

Documenti e consigli pratici prima di partire

Per i cittadini italiani, l’Albania è accessibile con passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio, con validità residua superiore di almeno tre mesi rispetto alla data di rientro.
Per soggiorni turistici fino a 90 giorni nell’arco di 6 mesi non è richiesto visto.

Porta con te patente, carta di credito per il noleggio auto, assicurazione viaggio e un po’ di contanti. In molti posti puoi pagare con carta, ma non dare per scontato che funzioni ovunque, soprattutto tra spiagge, parcheggi e ristoranti più piccoli.

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Itinerario Albania giorno per giorno

Giorno 1: da Tirana a Himarë passando per Llogara Pass e Dhërmi

Appena ritirata l’auto, siamo partite da Tirana in direzione sud.

La prima vera tappa del viaggio è stata il Llogara Pass, una strada panoramica fatta di curve, tornanti e punti in cui il mare appare all’improvviso sotto di te. È uno di quei tratti in cui non devi avere fretta, ti fermi, scendi dall’auto, guardi la costa e poi riparti.

Il Monte Llogara si trova vicino a Himarë ed un parco nazionale con viste sulla Riviera e sulla costa ionica.

Dopo il passo, siamo scese verso Dhërmi, che mi è piaciuta molto. Il borgo è piccolo, arrampicato sulla collina, con scorci sul mare e un’atmosfera più raccolta rispetto ad altre località della costa. È uno dei villaggi più interessanti della Riviera albanese, tra architettura in pietra, chiese, vicoli e vista sullo Ionio. 

Abbiamo cenato lì, in un posto molto bello, e poi siamo arrivate a Himarë, dove abbiamo dormito per due notti allo Stefanel View Frederika.

Himarë è una base comoda per esplorare questa parte di costa, soprattutto perché è più vivibile di Ksamil, meno costruita su misura per il turismo mordi e fuggi e abbastanza strategica per raggiungere Gjipe, Jalë, Dhërmi e Porto Palermo.

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Giorno 2: trekking a Gjipe Beach, Jalë Beach e tramonto a Elea Beach

Il secondo giorno è stato uno dei più belli del viaggio.

Siamo partite per il trekking verso Gjipe Beach, una spiaggia nascosta tra pareti rocciose e canyon. Non è un trekking difficile, ma non è nemmeno una passeggiata da infradito.
C’è una discesa all’andata e poi una salita al ritorno, quindi meglio avere scarpe comode, acqua e non arrivare nelle ore più calde senza preparazione.

A me è piaciuta molto. È una spiaggia in parte attrezzata e in parte più libera, quindi puoi fermarti a pranzo lì e goderti il mare senza dover scappare subito.

Dopo Gjipe siamo andate a Jalë Beach.
Te lo dico con sincerità, non mi ha fatto impazzire. L’ho trovata meno interessante rispetto ad altre tappe e non la metterei tra le mie priorità se avessi poco tempo. Jalë è comunque una baia nota della costa meridionale, indicata come una delle zone naturali più apprezzate della Riviera, ma nel nostro caso non è stata una delle soste memorabili.

La giornata però si è chiusa benissimo con cena e tramonto a Elea Beach. Qui invece mi sono goduta davvero l’atmosfera con il mare davanti,la  luce che scende e una tavolo vista tramonto.

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Giorno 3: Porto Palermo, Mirror Beach e Ksamil

Il terzo giorno siamo partite con calma lungo la costa.

La prima tappa è stata Porto Palermo Castle, spesso chiamato anche castello di Ali Pasha. Si trova circa 8 km a sud di Himarë, in una baia molto scenografica, ed è una sosta perfetta lungo il percorso verso Saranda e Ksamil.

Da lì siamo andate verso Mirror Beach, o Plazhi i Pasqyrave.

Qui arriva una nota molto personale ossia che io in alta stagione non la consiglio.

Sulla carta è bellissima, ma nella pratica, a luglio, noi abbiamo trovato strada complicata, disagio con la macchina, parcheggio non semplice, tanta gente e una spiaggia piccola. Risultato? Tanta fatica per un’esperienza che, secondo me, non valeva davvero lo sforzo in quel periodo.

Nel pomeriggio siamo arrivate a Ksamil.

Anche qui, mare bello, colori belli, ma tantissima gente. Ksamil è una delle destinazioni estive più popolari della Riviera albanese, vicino Saranda, famosa per le sue spiagge e le isolette davanti alla costa.

Il modo migliore per viverla, almeno per noi, è stato prendere un pedalò e raggiungere l’isola di Ksamil. Allontanarsi anche solo un po’ dalla spiaggia principale cambia l’esperienza, perché ti permette di respirare e vedere il mare da un punto meno caotico.

La sera abbiamo cenato da Traditional House Ksamil e dormito a Villa Kleo.

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Giorno 4: Blue Eye, The Barrels, Gjirokastër e Përmet

Il quarto giorno siamo partite presto da Ksamil per raggiungere il Blue Eye, o Syri i Kaltër.

È una delle attrazioni più famose dell’Albania. Si tratta di una sorgente naturale nel villaggio di Muzinë, a circa 18 km da Saranda, dichiarata monumento naturale per il suo valore idrogeologico, estetico e turistico.

Ecco, qui devo essere onesta, a me non ha colpito particolarmente.

Forse avevo aspettative troppo alte, forse avevo visto troppi video online, forse il numero di persone presenti ha tolto un po’ di magia al posto. Non dico di non andarci in assoluto, ma non lo metterei tra le tappe imperdibili se hai poco tempo.

Molto più bella, invece, è stata la pausa pranzo a The Barrels. È un posto carino, immerso in un contesto agricolo/vigneto, perfetto per spezzare la giornata prima di arrivare a Gjirokastër.

Gjirokastër mi è piaciuta molto.

È una città di pietra, costruita sul pendio del Monte Gjerë, sopra la valle del Drino, ed è una delle città storiche e culturali più importanti del sud dell’Albania.
Insieme a Berat, il suo centro storico fa parte del patrimonio UNESCO albanese.

Qui vale la pena prendersi tempo per il centro, il bazar, le case ottomane e il castello. Non è enorme, ma ha un carattere molto riconoscibile, diverso da tutto quello che avevamo visto sulla costa.

La sera siamo arrivate a Petran, vicino Përmet, dove abbiamo dormito all’Adriatik Guesthouse. Abbiamo scelto questa zona perché il giorno dopo volevamo essere comode per le terme naturali di Benja.

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Giorno 5: Benja Thermal Baths e Berat

Il quinto giorno è iniziato con una delle tappe che consiglio di più, le Llixhat e Bënjës, cioè le Benja Thermal Baths.

Si trovano nella zona di Përmet e sono sorgenti termali naturali con acque sulfuree, uno dei tesori naturali del distretto, note anche per i benefici legati a problemi reumatici e della pelle.

A me sono piaciute tantissimo.

Qui l’esperienza è semplice.
Arrivi, trovi il ponte in pietra, le vasche naturali, le montagne intorno e l’acqua calda. Non aspettarti una spa organizzata in stile hotel termale. Il bello è proprio il contrario, qui è tutto più libero, più naturale, più diretto.

Siamo rimaste lì per buona parte della mattina e poi siamo partite verso Berat.

Berat è stata, per me, la città più bella vista in Albania.

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La chiamano spesso “la città dalle mille finestre”, per le facciate bianche e le finestre sovrapposte che salgono lungo la collina. Si tratta di una città sulle rive del fiume Osum, con quartieri storici come Mangalem, Gorica e il Castello, e con una parte antica protetta come patrimonio UNESCO.

Ci siamo fermate tutto il pomeriggio e avrei voluto avere anche più tempo. Berat non è solo bella da fotografare ma è anche piacevole da attraversare. Ti muovi tra vicoli, pietra, case bianche, salite, scorci sul fiume e viste dal castello.

Per bere qualcosa al tramonto siamo state da Akja, poi cena da Homemade Food Lili, che consiglio davvero perché è uno di quei posti dove non vai solo per mangiare, ma per vivere un momento di ospitalità.

Abbiamo dormito alla Veranda Guest House Berat.

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Giorno 6: Bovilla Lake e rientro a Tirana

L’ultimo giorno siamo partite prestissimo per raggiungere Bovilla Lake, con l’idea di fare il trekking e poi andare direttamente in aeroporto per il volo delle 20:35.

Bovilla Lake si trova vicino Tirana ed è un bacino artificiale creato per l’approvvigionamento idrico della città. Oggi è diventato una destinazione molto frequentata per trekking, fotografia e natura, circondato da montagne come il Monte Gamti.

Il posto è bellissimo. Davvero.

Il colore dell’acqua è turchese, il panorama dall’alto è potente e il trekking verso il punto panoramico merita tutta la fatica. Però arrivarci, per noi, non è stato semplice.

Con una macchina normale abbiamo avuto difficoltà sulla strada, tanto che a un certo punto abbiamo lasciato l’auto più in basso e abbiamo continuato a piedi. Da lì la camminata è diventata più lunga e con il caldo si è fatta sentire.

Il mio consiglio?
Se vuoi andare a Bovilla Lake, valuta un’escursione organizzata oppure noleggia un mezzo più adatto. Se decidi di andare in autonomia con un’auto normale, parti presto, guida con calma e considera più tempo del previsto.

Nonostante tutto, lo rifarei. Ma lo rifarei organizzato meglio.

Dopo Bovilla siamo rientrate verso Tirana e poi in aeroporto per il volo serale.

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Consigli finali per organizzare un viaggio in Albania

Se stai pensando a un itinerario in Albania di 6 giorni, il mio consiglio è di non voler vedere tutto.

L’Albania sembra piccola, ma gli spostamenti possono richiedere più tempo del previsto. Le strade costiere sono belle ma lente, alcune deviazioni verso spiagge e laghi possono essere impegnative e in alta stagione il traffico nelle zone più famose si sente.

Porta scarpe comode, non solo sandali. Ti serviranno per Gjipe, Berat, Gjirokastër, Bovilla e per tutte quelle soste in cui Google Maps dice “pochi minuti” ma poi la strada non è esattamente quella che avevi immaginato.

Prenota gli alloggi in anticipo se viaggi a luglio o agosto, soprattutto sulla costa. E soprattutto lascia un margine, in Albania l’imprevisto fa parte dell’esperienza, nel bene e nel male.

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Conclusione

Questo viaggio in Albania è stato pieno, a tratti faticoso, a volte sorprendente e non sempre lineare.

Mi ha dato spiagge belle e spiagge che eviterei, città che non mi aspettavo così affascinanti, strade che mi hanno fatto desiderare un’auto diversa e luoghi che, nonostante tutto, rifarei senza pensarci.

Se dovessi riassumerlo in poche tappe, direi Gjipe per il mare, Berat per la bellezza, Benja per l’esperienza, Bovilla per il panorama, Himarë come base intelligente sulla costa.

L’Albania non è una destinazione da vivere con aspettative troppo perfette. Va presa per quello che è: intensa, in trasformazione, a volte scomoda, ma capace di regalarti giornate che restano impresse.

E forse è proprio questo il motivo per cui, alla fine, vale la pena andarci.

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Laura Zampetti

Ciao, sono Laura Zampetti la fondatrice del blog www.weekendieri.com.
Una Weekendiera nata, una vera appassionata dei weekend fuori porta e di viaggi.
Ogni fine settimana vado a esplorare la nostra bella Italia per trovare posti sempre nuovi da proporvi.
Sono Travel Blogger da circa 5 anni dopo essermi licenziata da un lavoro in banca che non mi dava soddisfazioni.
Con il progetto de I Weekendieri voglio dimostrare a tutti che con anche solo 2 giorni a disposizione si possono vivere grandi esperienze!

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